Vendita di marijuana nelle farmacie italiane
I primi 2.400 barattoli di marijuana vengono messi in vendita nelle farmacie italiane per i potenziali pazienti muniti di prescrizione medica.
Dopo un anno di dibattito, i primi barattoli di marijuana prodotta dallo Stato, da un centro chimico militare con il nome in codice FM2, sono finalmente in vendita.
La marijuana può essere ottenuta con prescrizione medica per pazienti affetti da patologie che comportano dolore (sclerosi multipla, terapie oncologiche, ansia, ecc.) e deve essere assunta tramite infusioni o inalazione con un vaporizzatore, raggiungendo un massimo di 24% di principio attivo.
Fino ad ora, diverse comunità autonome italiane ne avevano consentito l'uso, ma ospedali e farmacie dovevano affrontare lunghe procedure burocratiche per ottenerla, e proveniva dai Paesi Bassi. Mentre la marijuana olandese veniva venduta a 24 euro al grammo, quella prodotta in Italia in una struttura militare a Firenze poteva essere venduta a 15 euro al grammo.
Luca Guizzon, il primo farmacista a venderlo, afferma che rappresenta un risparmio di 301 TP32T per i suoi clienti. Questo farmacista riceve circa 25 ricette al mese in un villaggio di 3.000 abitanti e spiega di preparare un infuso: "Si apre il barattolo, si mettono le infiorescenze tritate in acqua fredda, si porta a ebollizione per 20 minuti e poi si beve".
È previsto che l'Istituto Farmaceutico Militare (Firenze) si procuri una produzione ogni 3 mesi da diverse serre, da distribuire a livello nazionale per coprire il consumo previsto.
Sia il Ministero della Salute che gli specialisti considerano l'uso della marijuana come trattamento di seconda linea quando altre sostanze si dimostrano inefficaci. Secondo il Ministero, la marijuana può essere utilizzata come analgesico per patologie che comportano spasticità (come la sclerosi multipla o le lesioni del midollo spinale), per il dolore cronico, principalmente di origine neurologica, per combattere la nausea causata da chemioterapia o radioterapia, per il trattamento dell'HIV/AIDS, per stimolare l'appetito nei pazienti anoressici e anche per il glaucoma, grazie al suo effetto ipotensivo.
Fontana: Il giornale